INVOLUCRO EDILIZIO NEL SISTEMA ABITATIVO

“Non c’è nessun posto come la propria casa.” Così come afferma Lyman Frank Baum nel Mago di Oz, per quanto possa essere fanciullesca questa frase ci dà un buon punto di riflessione dato che per casa non si intende solo la famiglia ma tutto quello che la racchiude. Quindi è giusto chiedersi: ma non potremmo starci meglio e più confortevolmente di adesso? Per rispondere a questa domanda, dobbiamo capire com’è costituita e dove poter operare, e ora ci dedichiamo proprio a questo!
La nostra casa vista più nel dettaglio si considera un involucro edilizio. L’involucro edilizio ha l’esclusiva funzione di rapportarsi direttamente con le condizioni climatiche esterne come freddo, caldo, luce, umidità, precipitazioni, vento, inquinamento elettromagnetico, dell’aria, inquinamento acustico, ma anche con i suoi elementi di valore quali il paesaggio naturale o l’ambiente esistente costruito. Dunque, l’involucro è costituito dall’insieme delle strutture edilizie esterne che gli danno forma e lo delimitano e che a loro volta sono costituite da diversi componenti e materiali.
Le strutture costituenti l’involucro attraverso cui l’edificio entra in relazione con l’esterno sono:
-Strutture orizzontali verso il terreno o l’esterno (fondamenta e pavimentazione esterna)
-Strutture opache verticali perimetrali (facciate)
-Coperture piane e inclinate (tetti e coperture)
-Chiusure trasparenti (vetrate e finestre)
Per il soddisfacimento dei requisiti energetici e tecnico-funzionali delle singole abitazioni, l’involucro edilizio deve possedere delle proprietà:
-Isolare da temperature rigide esterne e quindi ridurre la dispersione del calore prodotto dalle fonti di riscaldamento interno
-Isolare e proteggere dal calore esterno estivo
-Impedire fenomeni di condensa
-Impermeabilizzare dall’acqua e dalle risalite capillari provenienti dal contatto con il terreno
-Isolare dai rumori
-Convogliare o recuperare l’acqua piovana dall’edificio
Per questi lavori oggi lo Stato ha messo a disposizione una detrazione fiscale pari al 110% chiamato Superbonus mentre se si vuole ristrutturare le facciate si può accedere ad un’altra detrazione pari al 90% ossia il Bonus Facciate.
Come possiamo migliorare le nostre strutture verticali?

Abbiamo principalmente due tipologie di facciate, ventilata e cappotto termico:
Facciata Ventilata
La facciata ventilata è una delle tecnologie di rivestimento esterno degli edifici più efficace per risolvere problematiche di isolamento termico e acustico, protezione dall’umidità e dagli agenti atmosferici. È un sistema di rivestimento esterno che viene installato a secco, adatto sia per le nuove costruzioni che per gli interventi di riqualificazione di un edificio esistente. Una facciata ventilata prevede un’intercapedine tra la parete perimetrale dell’edificio e il rivestimento esterno. In corrispondenza dell’intercapedine viene aggiunto uno strato isolante. Il suo funzionamento si basa sul movimento d’aria che si innesca all’interno della camera d’aria che si viene a formare. Si tratta di un moto convettivo naturale, che dipende dalla differenza di temperatura che si crea tra l’interno e l’esterno dell’intercapedine.
Le pareti ventilate sono formate da quattro strati funzionali (dall’interno verso l’esterno):
– Strato isolante continuo applicato sulla parete perimetrale esterna
– Intercapedine di ventilazione
– Struttura di sostegno del rivestimento esterno
– Rivestimento esterno
Nel periodo estivo, l’innalzamento della temperatura dell’aria nell’intercapedine, causata dalla radiazione solare sul rivestimento, provoca il cosiddetto “effetto camino”, responsabile di un moto d’aria verso l’alto. In questo modo, il calore viene “portato via”, riducendo la temperatura sulla parete interna. Nel periodo invernale, invece, quando la radiazione è meno intensa, l’intercapedine mantiene in equilibrio la temperatura interna della parete, riducendo così i problemi legati ad umidità e condensa superficiale. Per il rivestimento esterno questa tipologia di facciata permette l’utilizzo di una moltitudine di materiali: panelli in alluminio, acciaio zincato ma anche in legno, cotto e pietra di varia natura.
Le prestazioni garantite dalle facciate ventilate sono ottime e, combinate alla flessibilità architettonica che offrono, sono i motivi per cui questa tecnologia è sempre più diffusa nell’architettura contemporanea.
Facciata a Cappotto Termico
È la tipologia più utilizzata, questo sistema consente di godere di un buon comfort termico in quanto l’ambiente è ben isolato e non vi è il rischio di dispersione termica. Isolare a cappotto non significa realizzare opere invasive: si tratta di un intervento di riqualificazione energetica dell’involucro edilizio che consente di usufruire di tutto lo spazio abitativo in quanto non ingombrante.
Il cappotto termico esterno non è un blocco unico, ma è composto da più parti quali:
– Collante
-Materiale isolante termico sotto forma di pannello con tasselli per ancoraggio
-Intonaco di fondo
-Strato di rinforzo o armatura
-Intonaco di finitura e accessori estetici
L’isolamento a cappotto si realizza mediante l’applicazione con incollaggio di pannelli o materiali isolanti sulla facciata dell’edificio. Tra i materiali più utilizzati per realizzare la coibentazione troviamo la lana di roccia, ma anche il feltro e gli isolanti vegetali come il sughero. Per massimizzare l’efficacia del cappotto termico e migliorare le prestazioni dell’involucro edilizio, si consiglia di isolare termicamente anche le coperture realizzando un tetto ventilato, una soluzione pensata per garantire comfort termo-igrometrico durante tutto l’anno.
ABS WORK SRL con sede a Gavardo (BS) si occupa da anni di rivestimento di facciate sia per privati che per imprese. Ma non solo, ci occupiamo anche di pulizia grondaie, ripristino dalle infiltrazioni, valutazione e rifacimento dell’involucro edilizio in base alle esigenze dei clienti con un occhio di riguardo all’ambiente, oltre che all’estetica.
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