BREVE STORIA SULL’AMIANTO

Amianto, dal greco amiantos, significa incorruttibile riferito alle sue proprietà di resistenza agli agenti corrosivi; il suo sinonimo è asbesto, dal greco asbestos, ossia inestinguibile per la sua capacità di resistenza al calore. È un materiale fibroso utilizzato fin dall’antichità per le sue proprietà magiche e da rituali. Adoperato già dai greci, fu ripreso anche da persiani e romani, che per ottenere ceneri più pure e limpide avvolgevano in manufatti di amianto i defunti da cremare evitando contaminazioni.

Nel Medioevo l’asbesto fu battezzato la “lana di salamandra” in quanto si credeva che la salamandra avesse la facoltà di resistere al fuoco. Ad oscurare il mito fu Marco Polo il quale racconta che nel suo viaggio in oriente, in una provincia cinese, l’amianto veniva estratto da una cava ed era un filamento di lana che pareva quello di salamandra.

Verso la metà dell’800 lo sfruttamento del materiale diminuì nei settori dei tessuti e della carta, passando a quello edilizio. Nell’esposizione internazionale di Parigi nel 1878, l’asbesto attirò sempre più consensi data la sua resistenza e il basso costo. A seguito di uno studio avvenuto nel 1901, viene realizzato l’eternit, dal latino “eternità” data la sua tenuta.

La prima grande opera con questo materiale viene realizzata nella metropolitana parigina; nel ‘32 si adoperò per il rivestimento del transatlantico Queen Mery. A seguito di questi utilizzi pubblici, aumentò l’impiego negli anni ’40, fino ad erompere nel boom economico dagli anni ‘50 ai ‘70. Era impiegato per tubature compresi gli acquedotti, per canne fumarie, pavimenti, stufe ed intonaci, in luoghi come: ospedali, scuole, ristoranti, carrozze ferroviarie, autorimesse e industrie alimentari.

Agli inizi degli anni ‘70 uscirono i primi studi sui rischi che comportava l’amianto alla salute dei lavoratori e di chi abitava in prossimità dalle fabbriche. Il primo paese europeo a proibirlo fu la Danimarca nel 1972. Attualmente il più grande produttore è la Russia con circa un milione di tonnellate nel 2014 seguita da Cina, Brasile, Kazakistan e India.

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